martedì 2 settembre 2008

Peak Travel


Viaggiare è una benedizione.

Quest'anno ho scelto il treno per viaggiare all'estero: l'Ungheria non è poi così lontana, si insomma, meno che andare a Roma (chi scrive vive a Vicenza).

Il treno è un buon copmpagno di viaggio: è un mezzo di trasporto più sostenibile dell'aereo e dell'automobile, ci si rende conto della densità di case (e quindi popolazione) tra città e città, di cosa si coltiva, dei colori, del cielo, della gente che vive. E dopotutto ci si interroga su quale sia la benedizione dell'energia a basso costo: percorre centinaia di chilometri in poche ore. Anche senza considerare l'avvento dell'aereo questo è molto più di ciò che i nostri nonni abbiano sognato.

Viaggiare è un lusso.

Molti che conoscete percorrono migliaia di km con il trasporto aereo per raggiungere dei luoghi artificaili, creati apposta per i turisti. E il nuovo turismo parla una lingua orientale: 200 milioni di turisti potenziali, invitati al banchetto quando gli ospiti occidentali sono già sazi e poche le scorte che restano.

Qualsiasi sia il vostro punto di vista non potete negare che semplicemente non ci sono abbastanza risorse per far muovere tutte quelle persone per tutti quei chilometri. Peak travel significa che servirà un buon motivo per sportarsi.

venerdì 4 luglio 2008

Strade dissestate, strade in salita


Lettera aperta all'assessore Ennio Tosetto.

Buongiorno assessore, Lei forse non mi conosce, mi presento: sono Enrico Biasiolo. Eppure io e Lei abbiamo molto in comune: siamo stati candidati come assessori alla mobilità alle scorse elezioni comunali.

Come da copione, ha vinto l'opinione diffusa della gente. Quella che sia ancora possibile ragionare con le premesse di quarant'anni fa. Io sono qui a scrivere, Lei a capo di un assessorato.

Ho visto che di recente ha fotografato le nostre piccole strade dissestate. Azione lodevole come quella di dare loro una nuova veste. Le persone vogliono circolare. Ma ci sono e ci saranno sempre meno concittadini che riusciranno a farlo. Il motivo è semplice: muoversi costa. Anche riasfaltare costa e questo ha un peso sul bilancio comunale.

Lo scorso 24 giugno ha perso un'interessante opportunità. Aveva altri impegni, certo. Allora lasci che le suggerisca qualcosa io, da cittadino. Ad essere sinceri ed informati dovremmo divulgare questo messaggio: abbiamo superato il picco del traffico: può solo diminuire.

Quindi riasfalti pure le strade esistenti, e su quelle strade faccia circolare meno veicoli e con più persone a bordo.

La prossima volta che in Consiglio si voterà per costruire quella strada o la tal'altra, magari convertendo la destinazione di un terreno agricolo, si ricordi di questo MIO "Consiglio":

Non ci servono nuove strade ma nuovi servizi

Le generazioni future ringraziano

Enrico Biasiolo


Prove tecniche di decrescita


Scusate la latitanza, ero impegnato alla mia prima esperienza con l'orto sul balcone.

Ecco la cronaca di una serata sostenibile.

Stasera mi sono fatto un'insalata con quel che ho raccolto dal mio orto-balcone (foto) : insalatina novella, ravanelli e un cetriolo. Poco prima, ho raccolto in un secchio l'acqua della
doccia mentre aspettavo che venisse tiepida, la stessa acqua con cui ho annaffiato le piante.
Lo stesso ho fatto con l'acqua con cui ho lavato l'insalata e i ravanelli.

In bicicletta sono stato al negozio sotto casa a comprare delle uova, sfuse, provenienza Summano, il portauova ce l'avevo con me, e il pane sfuso prodotto dal fornaio nel retro bottega, incartato in sacchetto di carta. Ho bollito le uova sul fuoco e alla fine ho utilizzato l'acqua già calda per lavare i piatti.

Quanti rifiuti ho prodotto?
Quanta energia ho consumato?
Quanta acqua ho disperso?
Quanti km ho percorso?

La risposta è tra le righe del post.

Perchè allora dovrei aver bisogno di:
- termovalorizzatori;
- centrali nucleari;
- strade tangenziali.

Qualcuno me lo spieghi. Ma la mia impressione è che la risposta stia nel nostro stile di vita.

Enrico

sabato 14 giugno 2008

End of Suburbia sbarca in Italia!


Sarà un giugno caldissimo sul versante dei prezzi dei carburanti e...su quello degli appuntamenti dedicati all'informazione libera sulle fonti fossili.

Martedì 24 giugno Vicenza sarà per un giorno la capitale italiana del picco del petrolio. In prima
visione nazionale vi porteremo il film documentario "The End of Suburbia - La Fine dei sobborghi".
La proiezione sarà alle ore 20.45 presso il Teatro dei Ferrovieri (viale Sant'Agostino, presso oratorio chiesa Sant'Antonio dei Ferrovieri) in occasione dell'apertura di Festambiente 2008. Alla proiezione saranno invitati i neoeletti consiglieri del comune di Vicenza.

Venerdì 20 giugno ore 20,30 terrò una replica della serata "Petrolio: siamo al punto critico?" all'Equobar, strada Marosticana, 350

Il futuro dell'energia dipende da scelte consapevoli dei governi nazionali, locali, e da stili di vita dei singoli cittadini.

Il nostro dovere civico è quello di informare l'opinione pubblica. Le soluzioni al problema
energetico non saranno semplici nè rapide, ma vogliamo che siano condivise.

Il primo passo per affrontare un problema è realizzare che esiste

Enrico

sabato 7 giugno 2008

I soldi dell' ICI sono sporchi di sangue


Abbiamo applaudito (pochi) al taglio dell'ICI, ora arrivano i tagli ai servizi per riequilibrare il bilancio dello stato.

Ricevo da FIAB nazionale e pubblico:


TRASPORTI E SICUREZZA STRADALE PENALIZZATI DALL'ABOLIZIONE DELL'ICI
IL RESPONSABILE FIAB SULLA SICUREZZA STRADALE, EDOARDO GALATOLA DICHIARA:
"I SOLDI DELL'ICI SONO SPORCHI DI SANGUE"


Tagli per 17,5 milioni di euro al Piano nazionale sulla sicurezza stradale, 377 milioni allo Sviluppo del trasporto pubblico locale, 241 milioni agli Incentivi per lo spostamento del traffico pesante verso il trasporto marino. Trasporti e sicurezza stradale risultano tra i principali settori maggiormente penalizzati dal decreto, ora al vaglio del Parlamento, sul taglio dell'ICI sulla prima casa.

La Federazione Italiana Amici della Bicicletta protesta energicamente. Il responsabile nazionale FIAB per la sicurezza stradale, Edoardo Galatola: dichiara:

"I soldi dell'ICI sono sporchi di sangue! La sicurezza stradale costa 30 miliardi di euro l'anno, praticamente 500 euro a persona all’anno. Tralasciando per un istante i drammi individuali che questo dato comporta, è evidente che qualsiasi euro investivo in questo settore si ripagherebbe immediatamente. L'Italia invece ha la spesa pro-capite più bassa d'Europa nel settore: meno di un euro all’anno per abitante, contro gli oltre 25 della Svizzera.

Il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale, nato per far rispettare anche in Italia i vincoli comunitari che impongono di dimezzare il numero di vittime della strada entro il 2010, prevedeva uno stanziamento annuo di almeno 600 milioni. I già insufficienti 60 milioni annui stanziati dal Governo Prodi per tre finanziarie, vengono ridotti di un terzo (-17,5 milioni) per fare fronte alle minor entrate causate dall'abolizione dell'ICI. L’investimento pro-capite passa quindi da un euro a sessanta centesimi. In ciò l'attuale Governo conferma peraltro quanto fatto dai Berlusconi II e III che avevano addirittura azzerato i fondi nelle finanziarie 2004, 2005 e 2006.

Morti, inquinamento e cattiva qualità della vita sono sempre causati dal traffico pesante su gomma e dalla congestione dei centri urbani. Anche in questo caso i numeri ci dicono che l’inquinamento da traffico ci costa circa 90 miliardi di euro l’anno (altri 1500 euro a testa, neonati compresi). Il fatto di aver sottratto consistenti risorse, oltre che alla Sicurezza stradale anche ad altri settori strategici per il Paese come quello sugli Incentivi per lo spostamento del traffico pesante verso il trasporto marino (-241 milioni) e su Sviluppo del trasporto pubblico locale (-377 milioni), per un totale di 618 milioni di euro, è un fatto assolutamente grave. Quali dichiarazioni verranno rilasciate al prossimo incidenter stradale?

L'efficienza dei trasporti e la sicurezza delle strade si possono garantire solo con programmazione e investimenti. In Italia a fronte di un morto/anno per omicidio ogni 100.000 abitanti abbiamo due morti sul lavoro, sei morti per suicidio, dieci per incidenti stradali ed almeno altrettanti per infortuni domestici.

Risulta evidente che l’attenzione è inversamente proporzionale alla gravità del problema. La FIAB chiede al Governo provvedimenti coerenti".

mercoledì 28 maggio 2008

Sad Smoky Gramolon



11 Maggio 2008. Per il Tibet. Per l'autodeterminazione di tutti i popoli.

www.sadsmokymountains.net

giovedì 22 maggio 2008

L' orto sul balcone



posto dal sito www.florablog.it

Vivete in condominio e proprio non avete possibilità alcuna di coltivare un pezzo di terreno a orto? Non scoraggiatevi, potete sempre coltivare in balcone che certo non coprirà il fabbisogno familiare di ortaggi e verdura ma volete mettere la soddisfazione di poter servire a tavola qualcosa prodotto da noi, coltivato in maniera naturale e rispettosa dell’ambiente e per giunta di gran lunga più profumato, saporito e fragrante degli ortaggi ibernati che siamo di solito abituati a consumare.

Certo, ottenere ortaggi in balcone non è semplice ma con un po’ di impegno, qualche accortezza e molta pazienza possiamo toglierci le nostre soddisfazioni anche in un balcone di pochi mq.

Cominciamo da quello che serve:
vasi per la semina, larghi anche 40 cm ma non molto alti, più gestibili per la fase iniziale dove le piantine risultano particolarmente fragili;
vasi per la coltivazione di 35/40 cm di diametro, profondi 30/40 cm;
• un buon terriccio, se possibile già concimato. Li trovate a vendere in sacchi più o meno grandi, a volte indicanti il tipo di coltura specifica. Da fogliame di castagno, di quercia o di faggio i terricci migliori;
• ghiaia argilla espansa;
• i semi delle piante che vogliamo coltivare. Attenzione alla qualità dei semi: controllate la data presente nella bustina perché se sono vecchi le poche piante che spunteranno cresceranno stente e deboli;

Avete tutto a portata di mano? bene, prendete il vaso di coltivazione e, una volta assicurato uno strato drenante alla sua base (con la ghiaia o l’argilla espansa), riempitelo con il terriccio e bagnatelo per far assestare il terreno; stessa operazione per i vasi “semensaio” senza bagnare però, lo farete solo dopo aver seminato. Non fatevi prendere la mano al momento di seminare: ricordate che state seminando in un vaso di pochi centimetri quadri e non saranno molte le piante che porterete in fondo con la coltivazione. Il vaso semensaio va tenuto alla luce del sole ma in posizione riparata e pronto a essere protetto se le temperature dovessero calare. Una volta che le piantine hanno raggiunto una decina di centimetri e si sono un po’ irrobustite le potete trapiantare nel vaso di coltivazione stando molto attenti a non rompere il pane di terra che avvolge le radici e mettendo a dimora nei vasi da 40 cm di diametro non più di 2/3 piantine. Capitolo irrigazione: bagnare preferibilmente la sera, per evitare sia l’evaporazione di gran parte dell’acuqa somministrata sia per evitare shock alle piante se l’acqua ha una temperatura troppo bassa rispetto alla calura estiva. Se le temperature sono particolarmente alte (in piena estate) si dovrà prendere in considerazione la possibilità di coprire la parte incolta dei vasi con dei teli ombreggianti. La quantità giusta di acqua da somministrare per la coltura in vaso è la cosa più delicata: se troppa può causare problemi alle radici e causare il dilavamento del terreno, se troppo poca costringe le piante a far crescere le radici verso la superficie rendendole ancora più sensibili alla carenza idrica. Solo un po’ di esperienza ci farà ottimizzare questa operazione, dopodiché non ci resterà che aspettare un po’ per cominciare a gustare i nostri primi prodotti, sani e genuini.